RIVISTA LA BIENNALE DI VENEZIA 1/26: ALFABETI / ALPHABETS
Rivista trimestrale di Arte Architettura Cinema Danza Musica Teatro Moda
| Peso | 1,2 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 24 x 32 cm |
| Fotografie | A colori |
| Pagine | 240 |
| Lingua | 1 volume ITA/ENG |
€28,00
Disponibile
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Alfabeti / Alphabets è il titolo del numero 1/2026 della Rivista La Biennale di Venezia, rinata nel 2024 dopo cinquantatré anni di silenzio editoriale. Il “numero zero” di ottobre 2024, Diluvi prossimi venturi / The Coming Floods, è stato poi seguito da altri quattro nel 2025, riproponendo la cadenza trimestrale del progetto originario.
La Rivista, pensata e realizzata esclusivamente in formato cartaceo, si distingue per molteplicità di linguaggi e libertà espressiva, che consentono la sperimentazione grafica e le contaminazioni tra forme e codici diversi. Il ricco apparato iconografico, in larga parte tratto dall’Archivio Storico della Biennale e da ricerche fotografiche condotte a livello nazionale e internazionale, è un tratto distintivo di questa pubblicazione.
Il primo numero del 2026 raccoglie diversi interventi e contributi, interviste e dialoghi, tutti inediti ed esclusivi, firmati da artisti, studiosi e figure di rilievo del panorama culturale e della società civile, nazionale e internazionale su un unico tema: la parola.
La Rivista si apre con una frase tratta da Parmenide del filosofo Martin Heidegger, che funge da chiave di lettura e dichiarazione d’intenti per l’intero numero: “Unicamente dalla parola e con la parola è nata la mano. Non è l’uomo che ‘ha’ le mani, è invece la mano che custodisce in sé l’essenza dell’uomo, poiché la parola, in quanto ambito essenziale della mano, è il fondamento essenziale dell’uomo. La parola, in quanto tracciata e quindi mostrandosi allo sguardo, è la parola scritta, la scrittura. Ma la parola in quanto scrittura è ‘Handschrift’, scrittura manuale, grafia”.
I contributi del numero 1/26 sono firmati da: Gilles Kepel, Giorgio Marrapodi, Frédéric Bonnaud, Valeria Della Valle, Arturo Pérez-Reverte e Tommaso Santambrogio, Ermanna Montanari, Hans Ulrich Obrist, Visar Zhiti, Line Langebek Knudsen, Paulo Mendes da Rocha, Luca Valtorta, Letizia Michielon, Debora Rossi, Cesare Pietroiusti, Valentina Casali, Angela Guzman, Keith Broni, Maria Luisa Frisa, Giorgio Andreotta Calò, Christopher Hampton e Monica Capuani, Sonia Folin, Silvia Pareschi, Emma Dante, Silvio Ranise e Nicola Grandi, Tsai Mingliang, Gabriele Mainetti, Tomaso Binga, Manuela Furnari, Peter Joch.
La copertina è illustrata con un’opera di Raymond Hains e Camille Bryen, Hépérile éclaté (1953), esposta alla mostra di poesia concreta organizzata dalla Biennale di Venezia nel 1969. Sull’aletta compare invece il progetto per il manifesto di Le Bal Miró, l’uccello luce realizzato da Joan Miró per il balletto-pantomima di Sylvano Bussotti alla Biennale Musica 1981.
Il numero è illustrato con le fotografie provenienti da: Fototeca Arti Visive, Fototeca Cinema, Museo dei Quaderni di Scuola, Fondazione Antonio Presti, Archivio Cesare Pietroiusti, Video Data Bank della School of the Art Institute of Chicago, Coppi Barbieri, Fondazione Festival dei Due Mondi. Sono inoltre presenti le fotografie di: Maria Laura Antonelli – AGF, John Baldessari, Jutta Benzenberg, Andrea Bianchera, Luciano Caruso, Paolo Conte, Luca De Santis, Elio Di Pace, Massimo Fiorentini e Marco Caselli Nirmal, Rosellina Garbo, Jenny Holzer, Franco Lannino, Carmine Maringola, Verita Monselles, Hans Ulrich Obrist, Andrea Pirrello, Luo Qi, Italo Rondinella, Emanuele Scarpa.
Progetto grafico e impaginazione a cura dello Studio Tomo Tomo, Milano.
